Sono in mezzo alle zanzare (per fortuna)

Appena arrivato al campeggio, ho subito avuto modo di constatare che quella del “in romagna fanno il trattamento per le zanzare” è una bufala.

Sicuramente 5 ore filate di guida avevano creato un’esca naturale per zanzare che ne avrà richiamate qualcuna anche dal Veneto, ma di fatto non ero pronto.

Stamattina però al risveglio si sta freschi, sotto un mare di pini marittimi.

I gabbiani hanno fatto strani versi tutta la notte.

Ieri mentre esploravo il camping cercavo di capire se fosse il luogo adatto al ritiro nomade che inizia oggi.

Rispetto al primo ritiro, dove avevamo svaligiato l’unico bar/supermarket della zona, qui siamo sommersi di servizi (c’è persino un barbiere nel camping, mai visto in vita mia).

Rispetto al secondo non siamo in una unica casa, ma dispersi anche se tutti vicini.

Poi è un campeggio, e non tutti sono familiari con la vita di campeggio.

Mi chiedo se non sarebbe stato più facile tornare in uno dei posti conosciuti, rifare lo stesso format nello stesso modo.

Però nello spirito di questo ritiro per me c’è un grosso mettermi alla prova.

camper in campeggio
Casa/ufficio montata

Mai organizzato raduni in vita mia, mai gestito così tante persone.

Sono uno di quelli a cui non piace telefonare per ordinare la pizza, figuriamoci.

Poi stare così tanti giorni a stretto contatto con tante persone, io che vivo da asociale per la maggior parte dell’anno.

Però a buttarmici ho scoperto che sta cosa mi piace.

Ho scoperto che potevo organizzare un ritiro, anche se pensavo di non essere quel tipo di persona.

Probabilmente ha avuto un ruolo importante nel farmi mettere in discussione i vari “tipi di persona” che credevo di essere.

E forse ho iniziato a sfidarle di proposito, queste etichette, col metodo mi butto in direzione contraria -> mi maledico per averlo fatto -> scopro che potevo farlo.

Ecco, ora le zanzare mi ricordano di essere nella fase 2 del loop per questo ritiro.

Aspettando la fase 3, come sempre.