Ci si potrebbe abituare, a questa libertà.
Non avere più nessuno a cui dover dare conto del mio tempo è una sensazione ancora stranissima.
Anche perché non è che abbia fatto una exit da 11 milioni come Ascani e mi stia ritirando dalla società per un po’.
Anzi, il problema di come far generare entrate dai miei progetti è ancora lì, che mi fissa come una traccia di un tema ancora da iniziare.
Eppure sento una pace e una serenità che mi fanno sentire quasi in colpa.
Cavolo, non dovrei darmi da fare per trovare un modo, qualsiasi modo, per fare soldi?
Non dovrei avere la fretta di chi ha delle spese ed un certo quantitativo finito di soldi in banca?
Eh, non ce l’ho sta fretta, non riesco a farmi venire l’ansia.
Sono tre settimane ormai, il tempo vola davvero quando non ci fai caso, eppure mi sembra stia succedendo il contrario.
Mi sembra che sia impossibile per me tornare a lavorare come facevo prima.
Che poi il freelancing è una figata, continuo a ripeterlo a chiunque.
Un sacco di flessibilità, lavoro interessanti (non sempre ma vabbè), ritorni economici spettacolari. Part time poi è perfetto.
Eppure ora mi sembra di non aver mai davvero lavorato in proprio, che avessi sempre un senso di dipendenza da qualcun altro.
E allora penso ok, è l’euforia del periodo iniziale: già immagino il video sul canale “Ho bisogno di un lavoro” con la mia faccia triste in copertina.
Ma se prima lo davo come epilogo scontato, sta maturando la subdola idea che quello non sia il piano B ma l’ultima spiaggia.
Che preferirei inventarmi qualcosa di completamente folle, anche non nel mio settore, per fare cassa, piuttosto che collaborare da freelance.
Il che è assurdo, lo so, ma questa è la sensazione che sto vivendo in queste giornate.
Pensavo il problema fosse il tempo speso al pc, non poter fare una passeggiata per colpa di una call o il dover accettare compromessi.
Invece sto programmando tanto in questi giorni, tra Pensarium ed esperimenti vari, facendo call per Informatici di Quartiere, ripreso le live su Youtube.
Mi sveglio comunque all’alba, devo lo stesso sacrificare del tempo.
L’unica differenza è che quello che faccio ho scelto io di farlo, o è una conseguenza indiretta di una mia scelta.
Magari è solo ingenuità, intanto il tempo di queste giornate è più lento, i soldi diminuiscono e io mi sento bene.