Non voglio avere tempo libero
Per molto tempo ho rincorso l’obiettivo di lavorare di meno.
Il mio sogno era fare l’assistente di laboratorio in una scuola: part-time, zero sbattimenti e 3 mesi di vacanza ogni estate.
Invece sono entrato nel mondo aziendale classico, e lì ho semplicemente iniziato a sognare il lavoro da remoto, magari sempre part-time.
Da freelance, quando avrei potuto lavorare solo un tot di ore a settimana, ho iniziato a sperimentare con progetti miei.
E lì mi sono accorto che quelle ore completamente dedicate ad altri, scambiate per poter mantenere in piedi il mio sistema-vita, pesavano sempre di più.
Allora sotto a sfornare progetti sperando che uno ingranasse per poter sostituire il lavoro per terzi, cercando di fare cose che volevo realmente fare.
Continuavo a vedere il tempo come una risorsa da ottimizzare, accumulare e poter controllare il più possibile.
In tutto questo sacrificandolo, il mio tempo, in nome di un futuro ideale in cui tutto sarebbe stato perfetto.
Ma in sto benedetto futuro ideale, quello in cui ho controllo totale del tempo, cosa ne avrei fatto?
Quando ho provato a rispondere a questa domanda mi sono accorto di quanto poco avessi le idee chiare sul cosa rispondere.
Viaggiare a tempo pieno ha tanti contro, gli hobby sono belli ma non fulltime, avere un impatto sul mondo implica costruire qualcosa (e quindi lavorare?).
Questa confusione però ha avuto un effetto interessante: ha avvicinato molto il mio presente a quel futuro ideale.
Perché se non sono sicuro al 100% di cosa farei in controllo totale del mio tempo, magari potrei farlo già.
E allora, quindi, io: cosa faccio oggi?
Ho solo qualche accenno di risposta, almeno quello che sto provando a mettere in pratica mentre scrivo.
Diciamo che sto provando a vedere il tempo non più come una risorsa separata, qualcosa a cui aspirare.
Lo vedo come tutto quello che ho, che ho già adesso.
E avendolo già, il resto mi pare avere una chiarezza maggiore.
Scambiare il tempo per denaro per me non è sbagliato, è una totale perdita di tempo.
I miei progetti possono benissimo diventare a loro volta delle macchine mangiatempo, non è che solo perché li creo io allora siano una risposta.
Ho già vissuto l’essere risucchiato completamente in qualcosa, soprattutto mentalmente, e accorgermi molto dopo che non avesse reale importanza per me. Ci ero dentro e basta.
Oggi però posso decidere di fare qualcosa che mi faccia stare bene.
E conoscermi meglio mi aiuta a capire cosa mi fa stare bene, cosa letteralmente da un senso alle mie giornate.
Non sono i miei progetti a farmi stare bene, ma lavorare a qualcosa che mi appassioni.
Mi piace fare video Youtube e scrivere, è un bel modo di comunicare.
Mi piace affrontare sfide logiche, che siano prodotti miei o in un bel team cambia relativamente, e trasmettere conoscenza alle persone, e poterlo fare magari in contesti difficili è molto gratificante.
Mi piace esplorare il mondo con mio figlio e mia moglie, cercando le aree camper nel costruire un itinerario in totale libertà.
Non voglio dover desiderare di avere tempo libero, voglio essere contento del tempo che già ho. Tutto.