Cosa ca**o stai aspettando a farlo?

Sono sempre stato moolto cauto a dare consigli di vita.

Il freelancing non è per tutti, fare il nomade digitale non è come lo mostrano sui social, costruisci qualcosa prima di licenziarti.

E sono tutte cose che penso realmente, la realtà è sempre più complessa e ognuno ha una situazione troppo personale per dare consigli in una chiacchierata.

Eppure nelle due ultime mentorship che ho fatto mi sono ritrovato a dire la stessa identica frase: non perdere tempo, che ca**o stai aspettando?

Faccio notare la volgarità, la frase è uscita con una certa urgenza.

Due situazioni diverse, in comune la voglia di rischiare, cambiare vita, sentire che quello che stavano facendo non fosse una completa follia.

Allora mi sono chiesto: sono io che sono più sicuro nel dare consigli, più convinto che nella vita vadano fatte scelte coraggiose?

Oppure è il classico bias del sopravvissuto, se l’ho fatto io può farlo chiunque.

In realtà penso che in qualche modo stia, come sempre ,parlando anche a me stesso.

Liguria
La focaccia ligure ha già tutte le risposte

È vero, tornassi indietro rifarei le scelte che ho fatto e ogni volta mi sono convinto che aver scelto con la mia testa, in tutta la mia follia, sia stato un atto di crescita e conoscenza di me stesso.

E ovviamente non è mai stato tutto rosa e fiori, ho sempre dovuto aggiustare la rotta in base al modo in cui il sistema rispondeva ai miei input.

Eppure sono sicuro che se fossi rimasto fermo, non avrei scoperto quanto ne so ora su me stesso e sulla vita che sto vivendo, non avrei realmente fatto squadra con me stesso.

Oggi quindi mi chiedo: sto accettando dei compromessi per comodità? Sto davvero facendo quel salto che mi ero promesso di fare?

Lavorare per altri o il freelancing è un modo per sostenere i propri progetti o un freno alle proprie ambizioni?

Sento di aver preso tanti rischi in questi anni ma alla fine di non aver mai rischiato abbastanza, di essermi poi fermato ad un compromesso.

E che sapere di poter avere lavori come piani b tolga di fatto energia e ambizione ai vari piani a.

Parlando ad altri ragazzi che sono davanti alle loro scelte, mi sale la voglia di dirlo a me stesso: non perdere tempo, cosa aspetti!

Mentre lo scrivo sento già l’emozione che cresce, la voglia di svegliarmi al mattino ed essere completamente immerso nelle mie scelte ancora più folli.

Capisco la responsabilità che si ha verso altre persone (figli?) o se stessi, ma ritengo che il vivere una vita piena e intenzionale sia una delle più grandi responsabilità che si hanno.

E la responsabilità di pagare le conseguenze delle mie scelte me la prendo tutta, sempre.

Scritto ascoltando:
Eddie Vedder - Rise