Una questione di priorità (dopo 3 giorni offline)
L’idea era: venerdì ci spostiamo al mare in Liguria, la sera mi metto offline e stacco tutto fino a lunedì.
Il piano è proseguito semplice, nel weekend un po’ di focaccia sdraiati in spiaggia e qualche nuovo viaggio messo a calendario.
Pensavo che così lunedì sarei ripartito carico, riguardato la mia lista progetti, capito cosa tenere e cosa no, modificare qualcosina, solita ripartenza.
Lunedì invece ho aspettato l’ora di pranzo per chiudere tutto di nuovo e poter spendere qualche ora al mare con mio figlio.
E così tutti gli altri giorni.
Ok, una sorta di vacanza part time quindi, ci sta un periodo di scarico.
E invece è stata la settimana più interessante di questo 2026 (e siamo a giovedì mattina).
Non che avessi programmato qualcosa, semplicemente staccando mi sono concentrato sulla mia vera priorità.
E in questa fase della mia vita al primo posto c’è il tempo speso con la mia famiglia, in questo esperimento tra nomadismo, homeschooling e freelancing.
E quindi il lunedì, quando ho riacceso il pc e letto email e messaggi accumulati, mi sembrava tutto avesse molta meno importanza e peso rispetto a 3 giorni prima.
Tutti i miei progetti devono lavorare in funzione della mia vita, e non il contrario.
Allora verrebbe da pensare: se vuoi goderti la famiglia, fai un lavoro semplice da freelance, part time, senza perder tempo a progettare sempre cose diverse.
Era un po’ il dilemma di settimana scorsa: non sarebbe tutto più semplice?
Ma invece che pensare a rilassarmi in attesa di andare in spiaggia, sentivo proprio la leggerezza di dire queste cose sono meno importanti, posso giocarci come mi pare.
È come se sentissi di potermi concedere di osare di più, di poter sognare in grande.
E così ho reso Pensarium finalmente un prodotto finito, iniziato a preparare nuovi workshop AI (anche un camp dal vivo, perché no), sondato strutture per il prossimo ritiro nomade, addirittura comprato un dominio per una mia possibile agenzia di developers.
Anche quel progetto più ambizioso, quello che non so ancora quanto possa funzionare, siamo riusciti a sbloccarlo semplicemente grazie a qualche messaggio audio.
È bastato spostare il mio focus sulla mia reale priorità.
La cosa che mi ha sorpreso di più è quanto questa produttività sia stata generata lavorando di meno, come se comprimendo il tempo dedicato al lavoro e lasciando spazio al vivere bene abbia un effetto leva su tutto.
Non lo so, in questi momenti mi sembra di trovare nuovi pezzi del puzzle, che ogni tanto vanno a nascondersi sotto il tappeto.
Spero che scriverli mi aiuti a ritrovarli più spesso.