E se non riuscissi più a trovare lavoro?

In questi giorni qualche lettura mi ha fatto visualizzare concretamente lo scenario di un me invecchiato una decina d’anni che si trova a mandare cv.

E che, visto l’andazzo generale e l’età avanzata, non riesce più a trovare uno straccio di lavoro.

Io che non ho abbracciato una grande azienda per la vita, io che salto da un progetto creativo ad un altro, io che al risparmio troppo spesso scelgo un nuovo viaggio.

Eppure la ricordo la sensazione di abbondanza di qualche anno fa.

Era strapieno di annunci di lavoro, messaggi su Linkedin, non si mandava un cv se non si era proprio sicuri fosse interessante.

Poi le guerre, le AI, i layoff e ora la situazione è cambiata.

Leggevo proprio l’altro giorno un articolo sulla crisi delle assunzioni per gli Junior developer (come se servisse un articolo).

Ma anche dei lunghi thread di Senior dev con 15 anni di esperienza che nel trovarsi disocuppati scoprivano questo mondo nuovo, dove tu scrivi e nessuno ti risponde.

E quindi mi sono chiesto (e mi sto chiedendo): che si fa?

Camper
Camper monstre bullizza altri camper

Da una parte è una di quelle caratteristiche dell’essere freelance che conoscevo e che molti più anziani mi avevano raccontato: non puoi vivere precario per sempre.

Questo perché quel senso di libertà assoluto crolla quando le risorse sono poche e rimani per strada.

Ma tornare dipendente e incastrarmi nei meccanismi di qualcun’altro la vedo ancora come l’ultimissima spiaggia.

Allora si diventa imprenditori, vendendo non solo tempo ma prodotti e servizi.

Ecco, qui l’entusiasmo di tutti per la facilità con cui si possono costruire cose oggi mi trova dubbioso.

Sono io il primo molto entusiasta di questo, e sto lavorando a tante cose nuove da poter prototipare velocemente.

Ma quando saremo sommersi da Saas, portali, app, cosa succederà?

Maggior concorrenza, maggior velocità di creazione anche per grandi aziende, rumore che spesso porta ad utilizzare le soluzioni più semplici e solide.

Ma facciamo che la concorrena non mi spaventa, e continuo a creare e divertirmi, mentre sfrutto le mie competenze per fare anche cassa.

Se i progetti non decollano? Se arriva una recessione mentre non ha ingranato nulla e nessun cliente ha più spazio per una collaborazione?

È stato bello finché è durato, è ora di salire su una barca di qualcun altro per arrivare sani e salvi alla vecchiaia?

Poco prima di sedermi qui a scrivere mi sono ritrovato in mano questo libricino di Seneca, “Il tempo”, una raccolta dei suoi pensieri sulla concenzione del tempo (si, ero in bagno senza telefono :) ).

Ho aperto una pagina a caso e ho letto questo:

“È veramente felice e padrone di sé chi aspetta il domani senza preoccupazione. Se uno dice ‘ho vissuto’, ogni giorno alzarsi al mattino gli appare come un guadagno”.

A parte il fatto che mi fa molto ridere riportare in questa mia lettera digitale le sue lettere a Lucilio.

Mi ha immediatamente rasserenato, ricordandomi lo spirito con cui ho abbracciato la precarietà data dall’affidarsi ai propri progetti, alle proprie idee.

La sfida stessa di dovermi inventare qualcosa per creare una mia soluzione mi da energia, mi fa sentire vivo.

Nella pratica mi sono dato il consiglio che poi do a tutti quelli che mi chiedono cosa fare per trovare lavoro.

Fare le cose diversamente dagli altri.

E come si fanno le cose diversamente dagli altri? Facendo qualcosa che ci rappresenti, di autentico, di realmente personale.

È ovvio che pensare me a 45/50 anni che mando un cv a cui nessuno risponde mi metta molta ansia e tristezza.

Ma da quanto tempo ormai faccio le cose diversamente dagli altri?

E allora affronterò i problemi che arriveranno in maniera creativa, alla mia maniera, così come ho sempre fatto.

Non che questa sia l’unica strada o quella più giusta, semplicemente non vedo perché dovrei prendere io quella degli altri.

Scritto ascoltando:
Jake Bugg - Two fingers Alexandra Savior - But Yout