Quando smettiamo di inseguire i nostri sogni?

In questi giorni in mezzo ad universitari, ho fatto un tuffo nel mio passato.

Io a 20 anni non avevo idea di come sarebbe stato il mio lavoro.

Studiavo ingegneria informatica, che odiavo, e sapevo solo che sarei finito in qualche azienda, e se ero fortunato sarebbe stata una grande azienda.

Poi quel lavoro è arrivato prima ancora che finissi, e pensavo di aver già risolto il gioco “diventa un adulto”.

Dopo un paio d’anni avevo già la testa sulla scrivania a domandarmi depresso se quello sarebbe stato il resto della mia vita.

Per puro caso iniziai a frequentare un gruppo di ragazzi universitari, tutti pieni di entusiasmo.

Parlavano di startup, eventi, progetti, e iniziai anche io a farmi prendere dall’entusiasmo.

Da lì tutta la mia solita storia, fino al freelancing. Ma c’è un fatto curioso.

Urbino
Borgo rinascimentale pieno di studenti, Urbino

Re-incontrandoli, molti di quei ragazzi quell’entusiasmo l’hanno perso.

Lavori d’ufficio, lavori lontanissimi da quello che studiavano, relazioni complicate.

E allora oggi, a parlare con degli studenti, ogni volta che qualcuno mi raccontava i suoni sogni, dentro una vocina mi diceva: chissà se ce la farà.

Oppure chissà, arriverà un’offerta di lavoro.

Uno di quei lavori che non c’entrano con quello che ha studiato, o solo di striscio.

E così i suoi progetti, quelli che sognava di realizzare, li rallenta, magari li mette in pausa. Solo per un po’.

Intanto arriva lo stipendio, inizia ad essere indipendente, magari va in affitto.

Poi si compra una macchina, l’arredamento, qualche sfizio, viaggia.

Poi intanto magari si innamora, e ad una certa mette su famiglia.

E ad un certo punto quel lavoro non è più temporaneo, è permanente, rimettere in play il proprio sogno costa troppo.

Ne ho visti tanti, tanti anzi me ne parlano, e anzi anche io l’ho pensato della mia vita.

È troppo tardi, la vita è andata in un’altra direzione.

Qualche anno fa avrei detto “no, non è tardi! licenziati! insegui i tuoi sogni!!”

Ora dico che magari si, è troppo tardi per fare alcune scelte, come diventare un medico o rischiare di rimanere senza soldi con 3 figli.

Ma non può essere troppo tardi per arrendersi ad una vita che non ci piace.

Anche a 40, 50 anni, figuriamoci a 25 30!

Vero, alcune scelte sono semplici, altre meno, alcune rischiosissime, altre no.

Ognuno da lì affronta la propria montagna, inutile generalizzare.

Certo, qualcuno sarà abbastanza fortunato, e bravo, a costruirsi una sua strada già a 20 anni.

Altri come me ci hanno sbattuto la testa e raddrizzano il tiro di volta in volta.

Ma se prima inseguivo sogni specifici (freelance, nomade, ..) oggi mi faccio guidare dall’entusiasmo.

Se una cosa mi porta entusiasmo, allora la strada è quella giusta.

Mi fa star bene far pace col fatto che molte strade ormai non le posso più percorrere.

Ma mi ucciderebbe rassegnarmi ad una vita senza entusiasmo.

E quello che sto imparando è che ci sono milioni di modi per trovare entusiasmo, molto spesso facendo cose fuori dai binari.

O almeno provandoci.

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