Perché non aprirò mai una web agency
In queste settimane di analisi intensiva, la cosa interessante è valutare strade diverse e immaginare dove mi porterebbero nella vita.
Una strada che più volte mi è stata consigliata è quella della web agency in cui veicolare i lavori che seguo o che non sarei in grado di seguire.
È un pattern già visto e rivisto: invece di lavorare fai lavorare gli altri, si passa ad un lavoro più manageriale e potenzialmente scalabile.
E se quando ero consulente pensavo fosse il lavoro perfetto (faccio lavorare gli altri al posto mio), nel mio percorso da freelance alla ricerca di libertà ho eliminato questa opzione dal cervello.
Mettiamo anche caso lo faccia a modo mio per poter dare lavoro ad un proprio team di freelance, permettere di vivere da nomadi, dettare alcune condizioni con i clienti, tariffe minime decenti..
Sono sicuro di voler rimanere incastrato nel mondo tech, perso tra Linkedin, eventi e meeting?
Mi piace programmare, è il campo dove ho più skills, ma faccio sempre più fatica a relazionarmi con chi lavora nel settore.
E anche quando si parla di nerdate tecniche, mi diverto da solo a giocarci ma meno a parlarne troppo.
Agli eventi vado da speaker per spirito di condivisione e per networking, ma poi faccio fatica a chiacchierare ai tavoli dev.
Insomma, non so ancora cosa farò, ma se è nel mio interesse fare leva su quello che conosco meglio, sto cercando di costruire in direzioni diverse.